Jaga Jazzist, “One-armed bandit”

6 Novembre, 2009 di abo

In testa alla colonna di destra, nel player trovate un promo di One-armed bandit dei talentuosissimi Jaga Jazzist.
Album omonimo in uscita il 25 gennaio, tour a seguire.
Enjoy!

“Galapagos” di Kurt Vonnegut

3 Novembre, 2009 di abo

Galapagos
Galapagos
Kurt Vonnegut
Bompiani
302 pag., euro 8
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Pianeta terra, anno 1986.
Un gruppo molto eterogeneo di persone si reca alle isole Galapagos, per quella che viene definita con grande compiacimento la “Crociera Natura del secolo”. Tra coloro che vi parteciperanno, oltre alle innumerevoli celebrità che sono state invitate e che non si presenteranno mai, ci sono una vedova, un truffatore senza scrupoli, un geniale ingeniere giapponese con la moglie, un tycoon con la figlia.
I viaggiatori potranno seguire le orme di Charles Darwin, che dedicò molti anni allo studio delle isole in questione, avendole trovate ricche di specie peculiari. Mentre fervono i preparativi per la partenza, il mondo sprofonda in una crisi economica con conseguenze devastanti, che si ripercuotono con violenza anche sull’Ecuador, da cui la crociera dovrebbe partire.
A causa delle delicatissime condizioni economiche, ben pochi dei passeggeri si presentano: a questi spetterà un ruolo fondamentale nel futuro dell’umanità, seriamente a rischio estinzione proprio a partire dal 1986.
Vonnegut gioca con le coincidenze, o meglio con il caso, mettendo in luce che anche le piccole decisioni quotidiane possono avere ricadute di portata planetaria.
È una sorta di meccanismo alla Sliding doors, in cui, pur seguendo una singola linea temporale, se ne lasciano intravedere infinite altre.
A raccontare il tutto è un’entità non meglio specificata (almeno fino a tre quarti della storia), incorporea e onnipresente, che vive nell’anno 1.001.986.
Come spesso accade nei suoi romanzi, Vonnegut sceglie un narratore quanto più possibile lontano dagli eventi raccontati, con risultati dissacranti: le pungenti osservazioni rivolte agli esseri umani contemporanei e all’uso malsano che fanno del loro enorme cervello, l’impietoso paragone tra la complessità di quello che sono e la semplicità di quello che diventeranno tra un milione di anni: sono critiche feroci con il solito sorriso amaro sulle labbra, in puro Vonnegut-style, che nell’economia del romanzo hanno quasi più peso della trama, meno complessa e articolata che in altre opere dello scrittore americano.
Non uno dei suoi romanzi che preferisco, ma pur sempre opera di un genio che, almeno in Italia, non ha avuto lo spazio editoriale che meritava, per lo meno finché non è morto.

Pro:
- Il Mandarax, mirabolante invenzione a metà strada tra un traduttore simultaneo, un archivio di citazioni celebri e un apparecchio per eseguire diagnosi cliniche.
- Il comandante Adolf von Kleist, che per alcuni aspetti mi ha ricordato lo Zapp Brannigan di Futurama.
- I camei di Leon Trout, e di suo padre Kilgore, scrittore di fantascienza e alter ego di Vonnegut.

Contro:
- I continui sbalzi avanti e indietro nel tempo della storia, che rendono un po’ difficoltoso seguire gli sviluppi degli eventi in senso cronologico. Probabilmente un libro che andrebbe riletto una seconda volta per avere una migliore visione d’insieme.

La citazione:
E questo, a mio parere, costituiva l’aspetto più diabolico di quei grossi cervelli dei tempi andati. Dicevano, in pratica, ai loro titolari: “Questo sarebbe un’autentica idiozia; probabilmente potremmo anche farla, ma naturalmente non lo faremo mai. È solo che pensarci è divertente.”
Dopo di che, come in stato di trance, quelle cose le facevano, eccome: organizzavano duelli mortali di schiavi al Colosseo, bruciavano viva la gente sulla pubblica piazza perché proclamava opinioni sgradite, costruivano stabilimenti il cui scopo era uccidere la gente su larga scala e con metodi industriali, oppure in un secondo distruggevano un’intera città.
E potrei continuare con gli esempi.

Voto:
3

(coming soon: Brevi interviste con uomini schifosi di David Foster Wallace)

Nessun uomo è un’isola

3 Novembre, 2009 di abo

Cosa porteresti su un’isola deserta?

Aspirante concorrente del Grande Fratello n° 1:
“Le sigarette, i profilattici, quelli servono sempre, e… i soldi”

Aspirante concorrente del Grande Fratello n° 2:
“Felicità, la mia sincerità e la compagnia che posso dare agli altri”

Dai provini per entrare nella casa del GF, visti ieri sera a Mai dire Grande Fratello.
Qui potete vedere il filmato integrale, alla faccia dell’appello di Aldo Grasso che vorrebbe una Gialappa’s più impegnata.

“L’albero dei soldi” di Kilgore Trout

1 Novembre, 2009 di abo

(…) un libro su un albero che faceva i soldi. Aveva come foglie biglietti d 20 dollari. I suoi fiori erano titoli di stato.I suoi frutti erano diamanti. Attirava gli esseri umani, che si ammazzavano tra loro intorno alle sue radici e così diventavano un ottimo fertilizzante.
Così va la vita.

(romanzo citato in Mattatoio n° 5)

Repetita juvant

1 Novembre, 2009 di abo

Costituzione dell Repubblica Italiana
Art 92

Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri, e, su proposta di questo, i ministri.

Da mandare a memoria, e da citare ogniqualvolta qualcuno si spacci per “eletto dal popolo” pur non essendolo.

“L’era dei mostri speranzosi” di Kilgore Trout

30 Ottobre, 2009 di abo

La vicenda era ambientata in un pianeta popolato da umanoidi che fino all’ultimo insistevano a ignorare i problemi più cruciali della sopravvivenza. Alla fine, quando tutti i boschi erano stati distrutti e i laghi avvelenati dalle piogge acide, e tutte le falde acquifere rese impotabili dagli scarichi industriali e da altri fattori di inquinamento, gli umanoidi scoprivano di esser genitori di bambini muniti di ali, di corna o di pinne, senza occhi o con cento occchi, senza cervello o con un cervello smisurato, e così via.
Tali erano gli esperimenti operati dalla natura su creature che, fortuna permettendo, sarebbero potuti essere cittadini planetari migliori degli umanoidi. Quasi tutti morirono, o furono uccisi, o perirono altrimenti, ma alcuni erano invero molto promettenti, si sposarono fra loro e misero al mondo figli dello stesso stampo.

(romanzo citato in Galapagos)

“Sport robots” di Kilgore Trout

28 Ottobre, 2009 di abo

Un romanzo che parlava di un uomo deriso da tutti perché costruiva robot sportivi.
Aveva creato un robot giocatore di golf in grado di fare sempre buca con un colpo solo, un robot giocatore di basket che centrava sempre il canestro, un robot giocatore di tennis che faceva solo ace, e così via.
All’inizio la gente non capiva l’utilità di robot simili, la moglie dell’inventore lo lasciò, fra l’altro allo stesso modo in cui la moglie di mio padre lasciò lui, e i suoi figli provarono a rinchiuderlo in manicomio. Poi però l’inventore fece sapere ai pubblicitari che i suoi robot avrebbero promosso automobili, birra, rasoi, orologi da polso, profumi, e quant’altro.
[… ] fece una fortuna perché c’erano moltissimi fanatici dello sport che volevano essere esattamente come quei robot.
Ma non chiedetemi perché.

(romanzo citato in Galapagos, traduzione mia)

Non c’è nienteee che sia per sempreee

23 Ottobre, 2009 di abo

Seconda la Chiesa Cattolica il battesimo è un marchio incancellabile.
Secondo qualcuno, evidentemente no.
Dopo la prima edizione, si ripete anche quest’anno la “Giornata nazionale dello sbattezzo”, promossa dall’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.
Un gesto, malgrado le smentite, che suona un po’ provocatorio, ma che risulta una risposta a certe commistioni un po’ confusionarie tra legge e religione (come quella citata nel link del post che potete trovare qui).

bannergiornatasbattezzo

L’angolo dei segreti

22 Ottobre, 2009 di abo

E’ un blog arcinoto, quindi probabilmente lo conoscete già.
Se così non fosse, vi invito a fare un giro su PostSecret, che raccoglie tutte i segreti più intimi che la gente invia, in forma rigorosamente anonima.
Alcuni sono commoventi, altri divertenti, tutti meritano una lettura.
E’ il confessionale del 21° secolo, baby.

La musica del diavolo

22 Ottobre, 2009 di abo

Qui potete trovare il resoconto di una forma di promozione davvero originale e spassosa ad opera di Heineken.

Sorpresa…

16 Ottobre, 2009 di abo

La guerra al nucleare

15 Ottobre, 2009 di abo

Il governo rilancia: sul nucleare andiamo avanti.
Bene.
Il Governo conferma: il nucleare è sicuro.
Bene.
Ora, io vorrei che chi sostiene tutto questo rispondesse a una domanda: se ti proponessero di costruire una centrale a 100 metri da casa tua, accetteresti di buon grado?
Se la risposta è sì, e si è disposti a dimostrarlo coi fatti, si proceda pure con la costruzione delle centrali.

Stato di minaccia

15 Ottobre, 2009 di abo

Fanno male le videointerviste in cui giovani campani si scagliano contro Roberto Saviano, reo di aver infangato una città, Napoli, e di averci lucrato su, perché credo che nessun lucro possa ripagare il rischio di morire ammazzato.
Ma le suddette dichiarazioni sono rilasciate da abitanti di Gomorra, e possono anche essere dettate dalla paura di esporsi, o dalla consuetudine a vivere gomito a gomito con la criminalità.
Quello che invece non è tollerabile è vedere scenette viscide e patetiche come questa:

o leggere dichiarazioni come “Bisognerebbe avere il coraggio di andare a cercare la giusta causa della minaccia”, per di più pronunciate da un poliziotto.
Vorrei chiedere quindi a Vittorio Pisani, che queste cose le ha dette con un certo candore al Magazine del Corriere della Sera, quali sarebbero esattamente secondo lui le ragioni che potrebbero giustificare le minacce della criminalità organizzata a uno scrittore. Con quale coraggio si cercano attenuanti, in casi come questi?
Un servitore dello Stato che dia anche solo blande giustificazioni all’operato della camorra, smette istantaneamente di essere un servitore dello Stato.
Vergogna.

“Pigmeo” di Chuck Palahniuk

14 Ottobre, 2009 di abo

Pigmeo
Pigmeo
Chuck Palahniuk
Mondadori
238 pag., 17 euro
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Pigmeo ha 13 anni, e un fisico all’apparenza fragile.
In compagnia di alcuni suoi coetanei arriva negli Stati Uniti nell’ambito di un progetto di ospitalità presso famiglie americane.
Non sappiamo da dove vengano esattamente i piccoli studenti, ma sappiamo che il loro paese è retto da un regime totalitario. E che sotto l’aria di bambini emaciati si nasconde un manipolo di giovani kamikaze, terroristi addestrati per diventare macchine di morte ambulanti.
Il loro scopo è portare a compimento l’operazione Caos, che dovrebbe concludersi con una contaminazione massiccia del popolo americano tramite una letale neurotossina.
Già, gli americani: grassi, ricchi e stupidi, visti da Pigmeo (e dal suo paese) come una summa di tutti i vizi del capitalismo occidentale, ossessionati dal consumismo, schiavi del botulino.
L’impatto con la società yankee non è semplice: la diversità di Pigmeo e dei suoi compagni è guardata con sospetto, e fa affiorare uno spirito razzista sotto una facciata di buonismo peloso.
Pigmeo e i suoi intanto, tramano nell’ombra. Il loro agire è scandito da citazioni dei grandi dittatori della storia (Hitler, Marx, Mussolini), e sorretto da una contorta morale, che potrebbe a grandi linee essere riassunta così: Dio non ama uccidere gli innocenti, quindi comportati peggio che puoi, in modo che quando sarà giunta la tua ora Dio non avrà alcuna remora a farti fuori.
Commettere un omicidio, o meglio ancora una strage, è insomma un atto che fornirà a Dio un alibi per far soffrire anche te le pene dell’inferno; e questo a Dio piace parecchio.
Palahniuk insiste molto sull’educazione e sull’addestramento ricevuti da Pigmeo, quasi a voler suggerire una sua corruzione ad opera del regime. E in effetti alcuni avvenimenti provocano crepe nella disciplina marziale del giovane terrorista, prima fra tutti un’infatuazione per la sorella ospite che lo metterà di fronte alla scelta tra dovere e sentimento.
Tutto il romanzo è pervaso da un immaginario da film di kung-fu di serie b, per certi versi simile a quello che si respira in alcune sequenze di Kill Bill di Tarantino: non mancano mosse dai nomi (e dagli effetti) improbabili, corredate da onomatopee che non avrebbero sfigurato nel Batman televisivo degli anni ’60.
Come sempre, il paragone con i primi romanzi di Palahniuk rimane impietoso, e Pigmeo non può competere con i fasti di Fight Club, Surviror o Invisible monsters.
Detto questo, escludendo lo stile di cui parlo qui sotto, Pigmeo è un romanzo godibile, un segno di ripresa dopo il mezzo flop di Gang Bang.

Pro:
- La spietata satira che, come da tradizione, non fa prigionieri, mettendo alla berlina tanto il folle capitalismo americano quanto le assurde motivazioni del terrorismo internazionale.
- L’atmosfera farsesca che permea tutta la vicenda, anche nei momenti più violenti.

Contro:
- Lo stile. La scelta di scrivere un libro totalmente sgrammaticato per riprodurre il parlato di uno straniero è una scelta coraggiosa (e resa possibile dalla fama: un esordiente sarebbe stato cestinato all’istante), ma rende la lettura davvero difficoltosa. Sarebbe stata accettabile in un racconto, su un intero romanzo alla lunga stanca.

La citazione:
“A scopo cronaca:durante inverno americano, gioventù sottopone a livelli coercitivi di insegnamento; durante estate, gioventù americana sottopone a centro commerciale.”

Voto:
3

(coming soon: Galapagos di Kurt Vonnegut)

La vita che vorrei

13 Ottobre, 2009 di abo

Quando qualche tempo fa impazzava la febbre del Superenalotto, la domanda-da-bar più gettonata era “Cosa faresti tu se vincessi?”.
Quel che farei io è quello che ha fatto Nina: leggere un libro al giorno.
Che del Suv un m’importa ‘na sega (detto con l’accento di Margherita Hack).