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I fan dei Simpson ricorderanno la puntata sulla Festa delle Mazzate, in cui Springfield per un giorno di dedica alla caccia dei serpenti.
Sostituite Springfield con Mystic, Georgia.
Dimenticate il lieto fine con Barry White.
Aggiungete litri di whiskey scadente (“ammazzato con la birra”, tanto per gradire), una provincia americana violenta e bifolca, e ancora siete lontani dall’angoscia in cui Harry Crews vi trascina in questo romanzo breve (218 pagine, ma scritte in corpo a prova di talpa).
Umanità desolata e desolante, priva di uno scopo e intrappolata in una cittadina che si trova in Georgia ma potrebbe benissimo essere nel Texas del passato di Jim Thompson o in quello più recente di Lansdale, e in cui nulla è confortante o edificante.
Non i rapporti familiari, sacrificati alla più bieca violenza domestica, non il sesso, sempre accompagnato da un alone sporco. Un viaggio allucinato fino all’epilogo finale, in cui il sangue scorre a fiumi (e non solo quello dei serpenti).
Lo stile è abbastanza asciutto, il linguaggio scurrile, molti passaggi sono decisamente sconsigliati ai deboli di stomaco.
E vivamente raccomandati per chi ama i viaggi a fari spenti nelle regioni più buie dell’animo umano.
Voto: 3,5 su 5
(coming soon: “La strada” di Cormac McCarthy)
Segnato. Anche se temo che con Underworld ne avrò per parecchio tempo….
la festa delle mazzate!!
Me lo devi passare assolutamente….
Zesh