Archivia per 5 Novembre 2007

Divorzio? Sì grazie!

Va bene che è stata una grande conquista sociale.
Va bene che per molti è una liberazione, oltre che un diritto.
Però dedicare una fiera al divorzio, con tanto di azienda di catering che organizza feste con spogliarelliste e fuochi d’artificio per celebrare il fallimento del matrimonio, mi sembra un po’ eccessivo.
Non così agli austriaci, che l’hanno presa d’assalto.

La notizia qui.

Speed control

Il Ministro Bianchi ha proposto di limitare la velocità delle auto di grossa cilindrata.

Non serviva un genio per proporlo.
Servirà un miracolo per farlo accettare ai produttori di automobili.

La notizia qui.

“La strada” di Cormac McCarthy

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Un mondo alla deriva che non sarà più lo stesso.
Ovunque cenere, morte e desolazione.
Due personaggi che lo percorrono, un uomo e un bambino.
Senza nomi, come se i nomi, in un mondo in decomposizione, non avessero più un senso.
Un rapporto tra padre e figlio soffocato da un’estenuante lotta per la sopravvivenza, eppure tenero, commovente, ultima scintilla di calore umano in un mondo gelido in cui neppure il mare ha conservato il suo colore.
E silenzio, un silenzio assordante, punteggiato solo dalla pioggia che cade incessantemente.
La strada non è un romanzo che lascia indifferenti, né una lettura di svago. Ossessivo nella forma, con discorsi diretti non virgolettati e frequenti ellissi del verbo a sottolineare l’immobilità di quel poco che rimane del mondo che conosciamo.
Vicino all’atmosfera apocalittica di Io sono leggenda di Matheson o al recente Cell di Stephen King, con la differenza che nel romanzo di McCarthy gli uomini non si sono trasformati in vampiri o zombie. Costretti allo sciacallaggio e al cannibalismo come ultime risorse per sopravvivere, sono semplicemente lo specchio di quanto sotto la nostra presunta umanità scorrano istinti animaleschi pronti a prendere il sopravvento.
Io non l’ho fatto, ma consiglio di leggerlo tutto d’un fiato, per meglio apprezzarne lo svolgimento, per percorrere la strada fino in fondo, pur sapendo che difficilmente condurrà a un luogo da cui non ci sia più bisogno di scappare.

Voto: 4,5 su 5

(coming soon: “Meno di zero” di Bret Easton Ellis)