“La strada” di Cormac McCarthy

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Un mondo alla deriva che non sarà più lo stesso.
Ovunque cenere, morte e desolazione.
Due personaggi che lo percorrono, un uomo e un bambino.
Senza nomi, come se i nomi, in un mondo in decomposizione, non avessero più un senso.
Un rapporto tra padre e figlio soffocato da un’estenuante lotta per la sopravvivenza, eppure tenero, commovente, ultima scintilla di calore umano in un mondo gelido in cui neppure il mare ha conservato il suo colore.
E silenzio, un silenzio assordante, punteggiato solo dalla pioggia che cade incessantemente.
La strada non è un romanzo che lascia indifferenti, né una lettura di svago. Ossessivo nella forma, con discorsi diretti non virgolettati e frequenti ellissi del verbo a sottolineare l’immobilità di quel poco che rimane del mondo che conosciamo.
Vicino all’atmosfera apocalittica di Io sono leggenda di Matheson o al recente Cell di Stephen King, con la differenza che nel romanzo di McCarthy gli uomini non si sono trasformati in vampiri o zombie. Costretti allo sciacallaggio e al cannibalismo come ultime risorse per sopravvivere, sono semplicemente lo specchio di quanto sotto la nostra presunta umanità scorrano istinti animaleschi pronti a prendere il sopravvento.
Io non l’ho fatto, ma consiglio di leggerlo tutto d’un fiato, per meglio apprezzarne lo svolgimento, per percorrere la strada fino in fondo, pur sapendo che difficilmente condurrà a un luogo da cui non ci sia più bisogno di scappare.

Voto: 4,5 su 5

(coming soon: “Meno di zero” di Bret Easton Ellis)

5 Risposte a ““La strada” di Cormac McCarthy”


  1. 1 GK 5 Novembre, 2007 alle 5:44 pm

    grande McCarthy, premio Pulitzer, io ho letto Meridiano di Sangue, una sorta di western crudissimo di cui mi ricordo poco, ma quello che ricordo era un pugnaccio nello stomacaccio

  2. 2 Re Ratto 10 Dicembre, 2007 alle 12:16 pm

    Senza dubbio nella top ten di quest’anno

  3. 3 topo gigio 3 19 Dicembre, 2007 alle 6:24 pm

    é il più bel romanzo che abbia mai potuto leggero negli ultimi tre anni.
    entrerà di sicuro nei top di quest’anno

  4. 4 marco 3 Febbraio, 2008 alle 8:23 pm

    Gran libro. Comunica però un senso di angoscia quasi insopportabile

  5. 5 enea 11 Marzo, 2008 alle 12:26 am

    Quello che sorprende, in questo romanzo, è lo stridore freddo misto a cenere, di un mondo che sta per scomparire sotto i piedi dei due protagonisti, un uomo e suo figlio. Essenzialmente tragico, come è spesso la vita. Un capolavoro.

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