“Cane rabbioso” di Angelo Petrella

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L’esordio dello scrittore napoletano Angelo Petrella è un libriccino smilzo smilzo che riesce nonostante la lunghezza ridotta a colpire come uno schiaffo.
Protagonista uno sbirro drogato, corrotto e violento che ricorda un po’ Il lercio di Irvine Welsh, trasportato dalla Scozia a una Napoli spietata.
Una storia che sfreccia come un proiettile tra cocaina e rhum, tra scene esplicite di sesso e di violenza, con un linguaggio affilato e decisamente crudo (bestemmie comprese, una discreta rarità tra i romanzi italiani).
Un noir che pur mutuando alcune tipiche caratteristiche del genere (una su tutte la mancanza del manicheismo tra buoni e cattivi) ne reinventa alcuni aspetti. Non aspettatevi quindi donne fatali, anzi non aspettatevi donne tout court, perché quelle di Cane rabbioso non sono che un buco, anzi tre, con la carne attorno, carne che il protagonista si diverte un sacco a umiliare e a far sanguinare.
Unico difetto, se proprio se ne vuole trovare uno, la già citata scarsa lunghezza del romanzo, che precipita tutti gli avvenimenti in poche pagine. L’impressione è che la stessa trama, sviluppata con un respiro più ampio, probabilmente guadagnerebbe molto in forza d’urto.
Resta però il fatto che Petrella dimostra di avere qualcosa che non si vende e non si impara: uno stile di scrittura proprio, originale.
E questo non ha prezzo (come la Mastercard, di cui il protagonista di Cane rabbioso farebbe un uso che non ha a che fare coi pagamenti…)

Voto: 4 su 5

Un ultimo applauso va a Meridiano Zero, casa editrice che ultimamente mi sta dando molte soddisfazioni e che, scorrendone i titoli, ne promette molte altre.

(coming soon: “Nazi Paradise” di Angelo Petrella)
…mi sa che ci ho preso un po’ gusto…

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