
Protagonista di questo romanzo di Lethem del 1999, recentemente ristampato da Il Saggiatore, è Lionel Essrog, tirapiedi di un pesce piccolo della mafia newyorkese che finisce in una vicenda più grande di lui in seguito all’assassinio del suo boss, Frank Minna.
Co-protagonisti della storia sono invece Brooklyn, coacervo di etnie e di loschi interessi, e soprattutto la sindrome di Tourette, invadente compagno di viaggio che segue Lionel ovunque egli vada (e che regala momenti esilaranti, con tutto il rispetto per chi ne è affetto).
Il romanzo stenta un po’ a decollare, specialmente a causa dei numerosi flashback che ne appesantiscono la prima parte e che illustrano i primi passi di Lionel e degli altri “Uomini di Minna” nel mondo della malavita.
Squarci del passato che mettono in luce il rapporto quasi filiale e commovente che si instaura tra Lionel e Frank, e in cui vengono spiegate tutte le manie e i raptus dati dalla Tourette. Come detto però queste finestre rallentano l’impianto più propriamente noir di una vicenda che, partita nel vivo dell’azione, si trova arenata già nei primi capitoli.
L’intreccio procede poi senza grandi sussulti, con un solo vero e proprio colpo di scena verso i due terzi del libro, e con uno scioglimento finale tutto racchiuso in un capitolo che spiega tutto in una volta, privando il lettore del gusto della scoperta passo a passo.
Ed è un peccato.
Sia perché Lionel è un protagonista forte, di quelli a cui ci si affeziona, e di cui verrebbe voglia di sapere le vicissitudini successive alla fine del libro, sia perché Lethem dimostra di avere una grandissima capacità di scrittura, un giusto mix di ironia e serietà che fa sorridere, pensare e intenerire allo stesso tempo.
Sicuramente un autore da tenere d’occhio, forse non ai suoi massimi livelli in questa prova.
Voto 3 su 5
(Coming soon: “Libro di sangue – Parte 3: Sudario” di Clive Barker)