“Libro di sangue, vol.3 : Sudario” di Clive Barker


Se c’è una cosa a cui proprio non so resistere sono le bancarelle che vendono libri usati o scontati. Ci passo di fianco e non posso fare a meno di andare a spulciare quei libri reietti che se ne stanno lì, già letti da qualcuno o ingialliti e deprezzati perché considerati invendibili a prezzo pieno.
Proprio su una di queste bancarelle mi sono imbattuto qualche tempo fa nel terzo volume (su sei) della serie Libri di sangue di Clive Barker, che raccoglie i racconti brevi di uno dei massimi esponenti del cosiddetto splatterpunk.
L’edizione è bruttina anzichenò, una di quelle che ci si aspetta di trovare in edicola al mare e di acquistare per passare un po’ di tempo sotto l’ombrellone.
Il contenuto, bè, è decisamente meno rilassante del quadretto appena prospettato.
Cinque racconti che esplorano luoghi più o meno classici della letteratura e dell’immaginario horror: dall’isola maledetta alla sala cinematografica, dal tema del doppio alla creatura assetata di sangue che si risveglia dopo essere stata sopita per anni.
Difficile avvicinarsi a un libro del genere evitando il paragone con Stephen King. Rispetto al Re, Barker crea un orrore più tangibile, con elementi anche propriamente erotici in tutti i 5 racconti.
Spostando il paragone al cinema, tra i due scrittori c’è la stessa differenza che si può riscontrare tra l’adattamento di Shining di Kubrick e il terrificante Hellraiser, di cui lo stesso Barker è regista. Alla strisciante follia del primo si contrappone lo strazio della carne del secondo, che indugia sulla dimensione fisica dell’orrore più che su quella mentale. King fa scorrere brividi lungo la schiena del lettore, Barker gli sporca invece la faccia di sangue. Col risultato che il Re vende milioni di copie, con un pubblico eterogeneo e composto tanto dal teenager in cerca di emozioni forti quanto dalla casalinga che si rifiuta di comprare libri Harmony. Barker invece cerca (e trova) l’effetto disturbante, la scena sanguinolenta, il dettaglio morboso, risultando più di nicchia, più adatto ai soli palati forti.
E proprio a loro questo Sudario è decisamente consigliato.

Voto: 3,5 su 5
Trattandosi di una raccolta, il voto si riferisce alla media dei 5 racconti; ad esempio uno di essi, Spoglie umane, non mi ha entusiasmato e gli avrei dato un 2,5, mentre Testacruda Rex e Figlio della celluloide sono da 4…)

(Coming soon: “Piccolo mostro” di Mickey Spillane)

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