California

By abo

Appena tornato da un viaggio in California, ecco i maggiori pregi e i peggiori difetti dello Stato secondo me:

PRO
L’atmosfera

Volenti o nolenti, tutti siamo cresciuti guardando film e telefilm e leggendo libri che parlano della California. Inevitabile quindi che quando ci si trova lì si abbia l’impressione di vivere in una delle suddette opere, con un effetto davvero straniante. Facile quindi immaginarsi che il poliziotto della stradale in moto sia Poncharello, e che la Buick che vi affianca al semaforo sia guidata dal giovanissimo Michael Douglas de “Le strade si San Francisco”.

La varietà del territorio
Dai paesaggi desertici del Mojave al Giant Sequoia Park, dal divismo di Los Angeles agli stupendi panorami incontaminati di Big Sur, fino al fascino messicaneggiante di San Diego, in California si trova davvero di tutto. Un po’ come in Italia…

San Francisco
Quella che viene definita la più europea delle città americane ha un fascino davvero raro. Clima temperato e scorci indimenticabili la rendono un luogo dove anche un italiano campanilista come me non disdegnerebbe di vivere. Tra i must da visitare, la libreria City Lights, a cui piani superiori si trova la casa editrice che per prima pubblicò le opere di Ginsberg e Kerouac, e in cui non è raro incontrare Lawrence Ferlinghetti. La Mecca per gli amanti della Beat Generations.

La cordialità della gente
Che siate fermi alla fermata dell’autobus, chiusi in un ascensore o entrati in un negozio, gli americani ci metteranno dai 2 ai 3 secondi ad attaccar bottone. Lo fanno coi turisti, e lo fanno tra di loro. L’impressione è che farsi nuovi amici sia davvero semplice.

I prezzi
Con l’attuale cambio Euro/Dollaro, la vita in California costa davvero poco; difficile quindi trattenersi dal fare acquisti di ogni tipo, specialmente nel campo della tecnologia e dei vestiti.
Tra gli oggetti venduti a prezzi che in Italia ci si sogna, un paio di Levi’s a 20 euro, un paio di All Star a 24 euro, e un iPhone a 135 euro.

CONTRO
Il cibo

Porcherie, porcherie, porcherie, da bere e da mangiare.
L’insana passione per il Big Size conduce ad un tasso di obesità spaventoso tra la popolazione, che sembra non potersi muovere senza una vasca di coca (o altra bevanda zuccheratissima) in mano.
La parola d’ordine per il cibo è “mescolare”: hamburger con uova e pancetta o con gamberi e formaggio, frappè con cioccolata, banana, panna e mango. Quando il vostro fegato chiederà pietà, potete sempre comprarvi un insalata, salvo poi trovarla condita con maionese, aglio e l’immancabile formaggio.
La salvezza sta nel reparto verdura dei supermercati. Scelta salutista, ma non troppo economica: una busta di insalata costa come un menu da McDonald’s o Burger King.
Un ultimo, per me gravissimo, particolare: il caffè fa schifo.

L’ipocrita politica sull’alcool
Ad esclusione di Las Vegas, negli Stati Uniti è vietato bere alcolici per strada. Se proprio volete una birra per placare l’arsura mentre camminate per la città, questa va consumata coperta da un sacchetto di carta. E in questo caso siate pronti a ricevere sguardi simili a quelli che in Italia si riservano ai fumatori di crack.
(Notizia dell’ultim’ora: Flavio Tosi, il brusco sceriffo della contea di Verona, forse affascinato dall’esempio a stelle e strisce, ha disposto un divieto sul consumo delle bevande alcoliche nelle aree pubbliche, molto simile a quello americano. Complimenti vivissimi.)

La religiosità tendente al fanatismo
Targhe automobilistiche che promettono l’inferno a chi non crede in Gesù, trasmissioni in cui esagitati predicatori sbraitano davanti a folle piangenti in preda all’estasi mistica, persino televendite di manna miracolosa: se pensate che le migliaia di campanili che scandiscono la vita degli italiani siano il massimo dell’invadenza religiosa, sappiate che in California le cose sono anche peggiori.

Le pubblicità dei negozi di armi
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Detto tutto questo, la California è una meta che mi sento di consigliare a chiunque. Bon voyage…

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