“I cariolanti” di Sacha Naspini

marzo 22nd, 2010 § 2 commenti


I Cariolanti
Sacha Naspini
Elliot
160 pag, 16 euro

Durante la Prima guerra mondiale, per sfuggire all’arruolamento e potersi occupare della famiglia, un uomo si rifugia con la moglie e il figlio Bastiano in una buca nel bosco. I tre conducono una vita ai limiti della bestialità, tormentati dalla fame e costretti a cibarsi di qualsiasi cosa sia anche solo lontanamente commestibile, soldati morti compresi. Per Bastiano, il tempo passato nella buca è quasi un battesimo, il momento che lo introduce a una vita guidata unicamente dall’istinto di conservazione.
Tredici capitoli, tredici istantanee che seguono Bastiano dai nove ai cinquantadue anni; nel mezzo, l’esperienza al fronte durante la Seconda guerra mondiale, i campi di prigionia, la fuga e una parvenza di vita normale, con la violenza a fare da filo conduttore. Se gli eventi sullo sfondo raccontano il male “storico” attraverso le guerre che insanguinarono il XX secolo, le vicende di Bastiano esplorano invece un male privato, che pur non finendo sui libri di storia è altrettanto feroce e sanguinoso.
Cannibalismo, stupro, omicidio, incesto: la violenza sembra essere quasi una tara familiare, che segna la vita della madre, del padre, del figlio. Non si tratta però, e qui sta secondo me la grandezza del romanzo, di una violenza banalizzata, ridicolizzata, compiaciuta.
Bastiano non è uno dei Natural Born Killers di Oliver Stone, è semmai il terzo gemello de Il grande quaderno di Agotà Kristof. La sua ferocia non è un passatempo, è la risposta al richiamo della giungla, a una fame che lo tormenta continuamente. Come i cani selvatici di cui si circonda quando è ragazzo, Bastiano risponde all’istinto, l’unica legge che nel suo universo serva a qualcosa: sopravvivere.
A capitoli in cui Bastiano si racconta, scritti con stile colloquiale e toscaneggiante (a volte sembra di sentir parlare il Pacciani che deponeva in tribunale), se ne alternano altri, che danno voce a personaggi che hanno la sfortuna di imbattersi nel protagonista. La loro vita, ordinata e scandita dalla condotta morale anche nelle situazioni più estreme, si sbriciola di fronte alla bestiale determinazione di Bastiano, in un parossismo che termina solo con il terrificante finale, che cita Poe e chiude la vicenda nella stessa buca dove era iniziata.
Questo romanzo è un gioiellino, per lo meno per chi ha lo stomaco abbastanza forte per affrontarlo. Non credo ci sia molto altro da dire, se non consigliarlo vivamente.
Chapeau a Naspini che lo ha scritto, e a Elliot che ha puntato su un testo come questo.

La citazione:
Perché se un lupo crepa di fame e si ritrova davanti un bell’agnello bianco, se lo pappa in un momento, hai voglia che gli altri lupi vadano a dire che quel bocconcino serve di più a un altro. il lupo se lo mangia e zitti tutti, sennò poi vedete che succede. Magari si rivolta e sbrana tutta la compagnia.

Qui il blog dell’autore.

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§ 2 Risposte a “I cariolanti” di Sacha Naspini"

  • Re Ratto scrive:

    Di questi tempi mi vedo accerchiato da tanti film spazzatura e altrettanti romanzi ben al di sopra della media. Ci vorrebbe un po’ più di equilibrio, cribbio!
    In ogni caso, non posso far altro che segnarmi pure questo: e siamo a 3 vite supplementari di cui ho bisogno per esaurire la wishlist…

  • abo scrive:

    Per leggere “I cariolanti” ti bastano poche ore, e le merita tutte.
    Falou, falou…

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