Letture del 2011
gennaio 1st, 2012 § 8 commenti
Non c’è che dire, nel 2011 ci ho dato dentro.
Al solito, pochissima saggistica, qualche graphic novel e molta narrativa, con una buona fetta di letture in digitale (erano 0 l’anno scorso, quest’anno grazie al fido Kindle gli ebook sono 16, più del 10% sul totale).
E veniamo alle classicissime classifiche; l’ordine all’interno della categoria è casuale:
Narrativa straniera
Fitzgerald, Il grande Gatsby
Carver, Principianti
Burroughs, Il pasto nudo
Dubus, Voci dalla luna
Whitehouse, Buon compleanno Malcolm
Narrativa italiana
Genna, Italia de profundis
Pincio, Cinacittà
Mozzi, Il male naturale
Voce, Il Cristo elettrico
Mancassola, La vita erotica dei superuomini
Comics
Burns, Black hole
Mazzucchelli, Asterios Polyp
Pazienza, Pompeo
Thompson, Blankets
Infine una carrellata di tutte le letture del 2011, che mi arreda il blog dopo mesi di inattività. Avrei circa 30 recensioni arretrate e non credo proprio di recuperarle; il proposito per il 2012 è cercare un po’ di costanza in più nel postare, staremo a vedere (mai mantenuto un proposito per il nuovo anno, finora, ma magari è la volta buona). E ovviamente auguri a tutti!







Ogni tanto mi affaccio sul tuo blog anche se sinora non avevo mai postato. Mi colpiscono le tue letture particolarmente intellettuali (lo dico senza sottintesi snobistici o ironici, considera che io a scuola ero il “secchione” della mia classe, anche se non ho mantenuto le premesse).
Continuerò a dare occhiate silenziose anche nel 2012.
Ariano Geta
Passa quando vuoi, ma soprattutto commenta, se ti va!
Noto davvero con molto piacere che “Voci dalla luna” ha conquistato un posto sul podio, che deve valere parecchio, se due calibroni come Wallace e Saramago non ce l’hanno fatta, anche se – immagino – non per molto.
Lo stesso vale per Mari, tra gli italiani.
Un saluto e un augurio a te!
PS Certo che ne macini di pagine, visto anche che tra le letture ci sono due mattonozzi come Infinite Jest e L’arcobaleno della gravità, che da soli a me impegnerebbero per almeno sei mesi!
“Voci dalla luna” è stata davvero una bellissima scoperta, di un autore che non conoscevo.
Saramago se l’è giocata con Burroughs fino alla fine, comunque ottimo anche lui. Wallace, be’, non posso dire che “Il re pallido” mi abbia conquistato. Troppo, troppo incompiuto e dispersivo, anche per un fan sfegatato come me.
I mattonazzi: in realtà l’”Infinite Jest” che vedi non è il romanzo, ma un saggio su di esso; “L’Arcobaleno della gravità” invece me lo sono sciroppato proprio tutto, e madonna che fatica….
Ammappa. Viaggi a una media di 2 a settimana. Grande invidia. E’ solo molto tempo a disposizione o anche una velocità di lettura stratosferica, tipo sulle 900 parole al minuto? Ciao!
Ciao Gigistar!
Direi che in linea di massima leggo abbastanza rapidamente; se a questo si aggiunge che accendo sempre meno la tv, che passo un’ora al giorno sui mezzi pubblici, e che ho una certa tendenza all’insonnia, ecco spiegato dove trovo il tempo
http://ehibook.corriere.it/2012/01/30/franzen-e-gli-ebook-lunica-tecnologia-che-mi-piace-e-quella-dei-libri-stampati/
Che ne pensi?
Ciao
Face
Mah, la posizione di Franzen mi sembra parecchio, parecchio passatista, ma tutto sommato legittima: non sta scritto da nessuna parte che uno debba per forza abbracciare l’ebook e iniziare a considerare la carta “lo sterco del demonio”.
Personalmente, riconosco a entrambi i formati caratteristiche e pregi specifici, e utilizzo entrambi con gran piacere.
Anzi, appartengo a quella (ristretta? forse no) schiera di lettori che, a fronte di condizioni vantaggiose, non disdegnerebbe di acquistare entrambi i formati di uno stesso titolo; soprattutto nel caso di edizioni cartacee voluminose, avere la possibilità di una copia digitale da portarsi appresso quando non si è in casa sarebbe molto comodo.